BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: BILANCIO IN POSITIVO E SEGNALI DI RIPRESA MA PESA IL CARO PREZZI. NEL 2021 PRODOTTE 13.400 TONNELLATE PER UN VALORE AL CONSUMO DI 490 MILIONI DI EURO

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Il mercato del salume certificato, amato da 38 milioni di italiani, torna ai livelli del pre-covid, in linea con il 2019, ma sulla ripartenza post-Covid del comparto gravano l’incremento della materia prima, il caro energia e la crisi internazionale. Il presidente del Consorzio Franco Moro: “I dati positivi sono incoraggianti ma non siamo ancora in grado di parlare di una vera e propria ripresa o di un recupero del settore. La flessione del comparto alimentare in generale è importante e rischia di pesare ulteriormente sull’andamento dei consumi. Siamo preoccupati ma guardiamo al futuro con la volontà di far ripartire il settore”

Dopo il colpo assestato su più ronti da questi ultimi due anni e tutto quello che ne è scaturito, per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina si apre un primo spiraglio di ripresa con evidenze di crescita nel 2021, a conferma del fatto che questo salume riscontra da parte del consumatore un evidente apprezzamento.

La produzione complessiva di Bresaola della Valtellina IGP riferita alle 16 aziende certificate si è attestata a 13.400 tonnellate (+6,35% sul 2020), costituendo quasi la totalità della produzione di Bresaola della Valtellina IGP certificata dall’Organismo di controllo CSQA. In totale, sono state avviate alla produzione oltre 37mila tonnellate di materia prima (+6,19%), di selezionata provenienza europea e mondiale, con percentuali diversificate da produttore a produttore. Sul fronte consumi, il comparto ha segnato un valore di 490 milioni di euro (+8% sul 2020) con un impatto di assoluto rilievo sulla provincia di Sondrio di 240 milioni di euro (+12%) per un settore che conta 1400 occupati. Lato distribuzione, la GDO si conferma il principale canale di vendita.

L’export rappresenta il 5% della produzione (-28,5% sul 2020), con un valore di 14 milioni di euro (-24,32%). Sono state esportate poco meno di 700 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP, un dato significativo anche se in calo oggettivo, causa pandemia e caro prezzi, rispetto al 2020 (-22%), nei Paesi UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia) ed extra UE (Antille olandesi, Arabia Saudita, Canada, Emirati Arabi, Giordania, Gran Bretagna, Hong Kong,  Kenia, Kuwait, Libano, Qatar, Serbia, Svizzera).

La crescita complessivamente registrata nel 2021, però, non rassicura i produttori: preoccupano inflazione ed effetto guerra. Il comparto, caratterizzato già dalla variabilità di prezzo della materia prima, ha dovuto fronteggiare gli effetti perduranti della pandemia, il caro energetico e le ricadute sempre più gravose della crisi russo-ucraina, con un conseguente impatto importante, comprimendo fatturato e margini delle aziende certificate nell’impossibilità di pianificare rispetto al futuro.

I dati positivi sono incoraggianticommenta Franco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina - ma non siamo ancora in grado di parlare di una vera e propria ripresa o di un recupero stabile del settore. La flessione del comparto alimentare in generale è importante, considerando che la crescita inflattiva generale, sospinta dal conflitto in Ucraina, rischia di pesare ulteriormente sull’andamento dei consumi. Se da un lato i dati attuali sono una boccata di ossigeno per le imprese, anche per quelle di piccole dimensioni, dall’altro, però, pesa il caro prezzi e ancora non registra l’onda d’urto della guerra in Ucraina che ha purtroppo frenato la ripresa in corso”.
Malgrado gli sforzi profusi ormai da alcuni mesi, l’innalzamento complessivo dei costi di produzione non può più essere metabolizzato dai soli produttori. Tutti gli attori della filiera, dai produttori alla distribuzione fino alle Istituzioni e la politica, devono riflettere e agire responsabilmente per garantire continuità e sopravvivenza all’intero comparto. Solo facendo sistema sarà possibile affrontare e superare una situazione come quella attuale.

“Manteniamo un approccio ottimista – conclude il Presidente Moro - vista la fiducia e l’apprezzamento che il consumatore riserva al nostro prodotto unico nel suo genere. Come Consorzio di Tutela, abbiamo ridefinito la strategia e le linee di azione, sia in termini di comunicazione che di supporto alle aziende e dialogo con i nostri stakeholder, prestando particolare attenzione al territorio e alla sua valorizzazione. La nostra Valle ci sta molto a cuore. E anche nel 2022 andremo avanti con la seconda edizione della campagna “Destinazione Bresaola” per celebrare il legame tra prodotto IGP e territorio in cui nasce: chi dice Bresaola dice Valtellina e viceversa”.  

cs Bresaola IGP_Bilancio in positivo ma pesa caro prezzi.doc

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Ivana Calò

Senior Media Relation Specialist, INC S.r.l.

Francesca Parravicini

Media Relation Specialist, INC S.r.l.

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Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina si è costituito nel 1998 ed è riconosciuto dal MIPAAF. Ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la tradizione e la cultura della Bresaola della Valtellina, garantita dal marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Le 14 aziende associate provengono esclusivamente dalla Provincia di Sondrio e producono il 70% dell’intera produzione nazionale di bresaola.

Il marchio è riconosciuto solo ai maestri salumieri che si attengono a un rigoroso Disciplinare di Produzione, che ha completato la tradizionale sapienza degli operatori e delle maestranze con la sicurezza igienica e qualitativa del prodotto e la costanza delle caratteristiche sensoriali.

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